Sede di Montalto di Castro

 

L’ISTITUTO 


        
L’Istituto Professionale di Stato per l’Enogastronomia  e l’Ospitalità Alberghiera di Montalto, sito in Via Cere 2, nella cosiddetta zona Campomorto, occupata prevalentemente dal complesso degli edifici ENEL, nasce nel 2008 come sede coordinata dell’Istituto “P.Canonica” di Vetralla per passare nel 2009 sotto la direzione  dell’ allora IPSSAR di Caprarola.

La scuola, di nuova costruzione, è dotata di spazi e strutture invidiabili. L’immediata vicinanza con i centri sportivi comunali offre inoltre agli alunni la possibilità di seguire corsi di nuoto e palestra per tutto l’anno scolastico.

La totale assenza di barriere architettoniche, le strutture igienico sanitarie e la collaborazione con il vicino centro “Maratonda”, fanno dell’IPSEOA di Montalto di Castro una scuola dove anche i diversamente abili possono trovare un ideale inserimento scolastico ed un possibile futuro lavorativo.
                                                     IL TERRITORIO

Per alcuni storici il castrum Montis Alti fu fondato nel V-VI secolo d.C. dai profughi della città costiera Gravisca, distrutta dai pirati. Altri raccontano che il castello fu fondato nell'VIII secolo da Desiderio, Re dei Longobardi. Entrambe le ipotesi non sono supportate da documenti. Montalto esce dalla leggenda ed entra nella storia solo nell'852 d.C.: in una bolla di Papa Leone IV diretta al vescovo di Tuscania, compare, per la prima volta, il nome Montis Alti.

Piccole piazze, vicoli sovrastati da archi, mura di cinta, lo stesso assetto urbanistico del centro storico evidenziano con particolare suggestione l’origine medioevale.

L'abitato è dominato dal Castello Guglielmi, il cui nucleo più antico è costituito dall'imponente torre quadrangolare. Costruito probabilmente nel XV secolo dagli Orsini, come ricordato dalla lapide posta sulla torre, il castello subì in seguito numerose ristrutturazioni.

Alla fine del XVIII secolo venne rialzato di un piano e nel secolo scorso vennero aggiunte la loggia e la merlatura attuale.

Percorrendo via Vulci si giunge a una porta ricavata nel tratto settentrionale delle mura; da qui si accede alla piazza Felice Guglielmi, su cui prospetta la facciata neoclassica di Santa Croce.

L'interno è a navata unica e al di sopra dell'altare, custodito entro una teca in vetro, si conserva un pregevole dipinto, raffigurante "La Madonna della Vittoria".

Percorrendo via Soldatelli si giunge davanti alla bella facciata settecentesca della chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta. L’edificio mostra sopra il portale di travertino lo stemma di Papa Pio VI Braschi che ne promosse il completo rifacimento nel 1783. L’interno, a unica navata, è decorato con interessanti dipinti della fine del XVIII secolo. In una teca, sulla destra, sono conservate le reliquie di Quirino e Candido, santi patroni di Montalto.

In piazza Giacomo Matteotti si trova il Palazzo del Comune. La struttura, sorta in origine come convento francescano, venne successivamente trasformata in fortezza dai Farnese e inglobata nella cinta muraria.

Fuori del centro storico, in prossimità della via Aurelia, si incontrano le settecentesche fontane delle Tre Cannelle e del Mascherone, entrambe con lunghe epigrafi sormontate dallo stemma del Comune.

Lungo la strada per Marina di Montalto si può notare, sulla sinistra, la chiesa di San Sisto, costruita dai frati Agostiniani forse nel XIII secolo, e in seguito trasformata prima in lazzaretto e quindi in ospedale.Percorrendo l'Aurelia, dopo aver superato la frazione di Pescia Romana, si arriva al Palazzo del Chiarone, l'ex dogana pontificia. Munito di circa 90 stanze, con tanto di appartamento papale, stalle e prigione, risulta oggi, purtroppo, completamente abbandonato.
Nei dintorni del centro abitato è possibile ammirare i settecenteschi Archi di Pontecchio.

Infine, nei pressi del Castello della Badia (Vulci) è conservato il Casale dell'Osteria, pregevole esempio di architettura colonica risalente al tempo della riforma fondiaria.

 

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